Il dual di BOA si prende il futuro degli scarponi da sci

Nei giorni scorsi ho testato gli scarponi da sci S/PRO SUPRA DUAL BOA 120 di Salomon sulle piste di Fai della Paganella, uno dei comprensori sciistici più belli d’Italia grazia a un panorama (quello delle Alpi del Brenta) veramente mozzafiato.  Ed è stata un’esperienza davvero interessante, perché questo modello introduce un’innovazione che potrebbe cambiare il modo in cui concepiamo gli scarponi da sci: la chiusura Boa sia per la parte inferiore che superiore. Ergo: elimina del tutto i classici ganci.

Chiunque abbia sciato con scarponi tradizionali sa quanto possa essere scomodo il sistema di ganci: regolarli richiede tempo, precisione e spesso una buona dose di forza, soprattutto con mani fredde o guanti ingombranti. Il sistema Boa elimina questo problema, permettendo di chiudere lo scarpone con una semplice rotazione della manopola, distribuendo in modo uniforme la pressione sul piede.

Fin dal primo utilizzo, la sensazione di comfort è stata evidente. Il piede viene avvolto in modo più naturale rispetto ai classici quattro ganci, senza i fastidiosi punti di pressione localizzati che possono dare problemi dopo ore di sci. La regolazione è estremamente precisa, e la possibilità di effettuare micro-aggiustamenti in pochi secondi, anche senza fermarsi, è un grande vantaggio. Tuttavia, serve un po’ di tempo per prendere confidenza con il sistema e capire quale sia il livello di chiusura ottimale. Nei primi tentativi si può avere la tentazione di stringere troppo, compromettendo la circolazione, oppure troppo poco, perdendo il feeling con lo sci. Dopo qualche aggiustamento, però, questo Salomon ha dimostrato di essere uno scarpone altamente performante.

Dal punto di vista della costruzione, Salomon ha fatto un ottimo lavoro combinando materiali di alta qualità con una tecnologia innovativa. Il rivestimento interno offre un buon isolamento termico e un’ottima calzata, mentre lo scafo, pur essendo rigido nei punti giusti, mantiene un buon grado di comfort anche dopo molte ore di utilizzo.

Il resto lo ha fatto BOA: un sistema di chiusura veramente innovativo.

L’idea alla base di Boa è semplice quanto geniale: eliminare i tradizionali sistemi di chiusura con lacci, velcro o ganci metallici, sostituendoli con un meccanismo di regolazione a rotella che consente di ottenere un serraggio uniforme, preciso e facilmente regolabile anche con una sola mano.

Nato nel mondo dello snowboard nei primi anni 2000, il sistema Boa è stato rapidamente adottato in una vasta gamma di settori, dagli scarponi da sci agli scarponi da ciclismo, passando per le calzature da alpinismo e addirittura quelle medicali. Il cuore del sistema è un rotore microregolabile, collegato a fili in acciaio ultraresistenti e a speciali guide che distribuiscono la tensione in modo uniforme. A differenza di un sistema di chiusura tradizionale, Boa elimina i punti di pressione irregolari, garantendo una calzata più confortevole e personalizzabile.

Uno dei maggiori vantaggi del sistema Boa sugli scarponi da sci è la possibilità di effettuare regolazioni istantanee senza dover sganciare e riagganciare manualmente le leve, cosa particolarmente utile nelle giornate fredde o quando si vuole variare la pressione dello scarpone tra una discesa e l’altra. Inoltre, il design è pensato per resistere a condizioni estreme: i cavi in acciaio sono praticamente indistruttibili, mentre i rotori sono testati per resistere a urti, vibrazioni e gelo.

Con il Dual Boa introdotto nei modelli da sci più recenti, come quello della Salomon, si ottiene un doppio punto di regolazione per un controllo ancora più preciso sulla calzata. Questo consente di personalizzare il serraggio nella zona della caviglia e del collo del piede in modo indipendente, migliorando sia il comfort che la performance in pista.

Boa, insomma, è molto più di un semplice sistema di chiusura alternativo: è una tecnologia che migliora la connessione tra piede e attrezzatura, rendendo gli scarponi più reattivi e confortevoli. Dopo aver provato un modello dotato di questo sistema, tornare ai classici ganci potrebbe sembrare un passo indietro.