Giro, la combo fra maschera e casco funziona bene

Ho provato per la prima volta il casco Giro Tor Spherical sciando nel comprensorio di Fai della Paganella, in una giornata tipicamente invernale sulle Dolomiti: neve compatta al mattino, luce limpida, temperature basse ma stabili. Un contesto ideale per valutare un casco non solo in termini di sicurezza, ma anche di comfort reale durante ore di sci continuo.

Devo dire che ero molto curioso. Venivo da anni in cui ho sciato con caschi sempre molto performanti, ma di altri marchi. E Giro mi incuriosiva anche per il suo nome così italiano (dedicato al Giro d’Italia), benché l’azienda sia californiana.

Il Tor Spherical si distingue per una calzata immediata e molto equilibrata. La sensazione, una volta indossato, è quella di un casco che avvolge bene la testa senza punti di pressione evidenti. Il sistema Spherical, con doppia calotta mobile, non si percepisce come un elemento tecnico “aggiunto”, ma lavora in modo silenzioso, lasciando una sensazione di solidità e di protezione ben distribuita. Anche nelle discese più veloci, il casco resta fermo e stabile, senza richiedere regolazioni continue.

Un aspetto che emerge subito è l’integrazione con le maschere Giro. Ho alternato la Giro Axis e la Giro Contour, trovando in entrambi i casi un accoppiamento molto pulito. Nessun vuoto tra casco e maschera, nessuna pressione eccessiva sul naso o sugli zigomi. La ventilazione funziona in modo coerente: anche durante le risalite più lente o nei tratti al sole, l’appannamento resta sotto controllo. È un dettaglio che fa la differenza quando si scia a lungo e con ritmo variabile. Ottica decisamente buona, grazie alle lenti toriche VIVID by ZEISS, combinata con la tecnologia EXV+.

Il comprensorio di Fai della Paganella, con piste ampie e ben preparate, permette di apprezzare anche il comfort termico. Il Tor Spherical mantiene una temperatura interna equilibrata, senza dare la sensazione di isolamento eccessivo né di dispersione del calore. È un casco che accompagna bene sia le prime ore del mattino sia le discese centrali della giornata.

Durante la prova ho indossato anche le tute da sci Columbia Coreshot. L’insieme casco–maschera–abbigliamento ha restituito una sensazione di continuità funzionale. Gli indumenti del marchio americano si sono dimostrati pratici, con una vestibilità comoda e una buona gestione del freddo, senza rigidità nei movimenti. In questo contesto, tornando a Giro, il Tor Spherical si inserisce bene: non appesantisce l’assetto complessivo e contribuisce a una percezione di protezione discreta ma costante.

Nel complesso, il casco Giro Tor Spherical è un prodotto pensato con attenzione all’esperienza reale dello sciatore. La sicurezza resta centrale, ma viene accompagnata da comfort, integrazione e facilità d’uso. Abbinato alle maschere Axis e Contour e utilizzato in un ambiente come la Paganella, restituisce una sensazione di equilibrio che si apprezza soprattutto con il passare delle discese, quando l’attrezzatura smette di farsi notare e lascia spazio solo alla sciata.