
In Cina la robotica umanoide è ormai un trend in grande crescita. Pechino stima per il 2026 una produzione superiore alle centomila unità, cinque volte il dato del 2025, e la sola Unitree ha spedito l’anno scorso oltre 5.500 macchine, contro le circa 150 a testa di Figure AI e Agility Robotics. A gennaio UBTech ha firmato un accordo con Airbus per portare il proprio umanoide industriale nella manifattura aeronautica. Dietro quei numeri, però, c’è un mercato ancora in rodaggio: i robot lavorano a un’efficienza stimata tra il 30% e il 50% di quella umana e solo il 9% delle vendite di Unitree finisce davvero in fabbrica. Il grosso va a università, centri di ricerca, showroom.
Ed è questo un po’ lo spazio in cui l’Europa può giocarsi qualcosa, e l’Italia si sta muovendo con una certa rapidità. Generative Bionics, nata dall’Istituto Italiano di Tecnologia, ha chiuso a dicembre un round da 70 milioni di euro guidato da CDP Venture Capital. Oversonic, da Carate Brianza, dichiara decine di RoBee già operativi in azienda, con un esemplare nello stabilimento STMicroelectronics di Malta. A metà luglio si è aggiunto HuEvo, progetto di robotica umanoide collaborativa nato dall’accordo tra IEMA, gruppo bolognese specializzato in automazione industriale, e MOMODESIGN Centro Stile.
Il messaggio chiave della collaborazione, “Human Evolution, Designed in Italy”, racconta il passaggio da una robotica puramente tecnica a una robotica più vicina all’uomo: non perché ne replica le sembianze, ma perché ne comprende bisogni, ambienti e aspettative. Una tecnologia che non crea distanza, ma fiducia. Che non sostituisce, ma affianca. Che non imita l’essere umano, ma ne amplifica le potenzialità.
La divisione dei compiti è netta e ha una sua logica. IEMA è ideatore e sviluppatore della piattaforma e ci mette il mestiere accumulato sui processi produttivi. MOMODESIGN porta la cultura progettuale di un marchio che da quarant’anni lavora sul rapporto tra forma, movimento e tecnologia. Gli ambiti applicativi indicati sono hospitality, imballaggio industriale e ambienti controllati come le camere bianche: contesti in cui una macchina deve essere affidabile, semplice da usare e facile da accettare per chi ci lavora accanto. Il messaggio scelto per la partnership è “Human Evolution, Designed in Italy”.
I tempi dell’industrializzazione per ora non sono chiari. Ma l’intuizione è tutt’altro che di facciata. In un settore dove i prototipi si somigliano tutti e il tema vero è convincere le persone a lavorare gomito a gomito con un robot, la forma diventa un fattore competitivo. Ed è questa il terreno su cui l’industria italiana ha argomenti assolutamente validi. E vederli applicati alla robotica umanoide è una delle notizie più interessanti arrivate quest’anno dal nostro manifatturiero.