
All’ultima IFA di Berlino, la cinese DREO si è presentata con un pacchetto di annunci costruito attorno allo slogan “AIR, Mastered”: una nuova gamma di purificatori, un sistema di gestione dell’aria basato su intelligenza artificiale e due riscaldatori in arrivo per l’inverno. Il filo conduttore, dichiarato dall’azienda, è il passaggio da singoli apparecchi più performanti a un ecosistema che dovrebbe leggere l’ambiente domestico e regolarsi di conseguenza.
Il prodotto di punta è l’Air Purifier 530S. Il costruttore dichiara un Clean Air Delivery Rate di 221 m³/h certificato AHAM, che si traduce in circa 19 m² con 4,8 ricambi d’aria l’ora, oppure fino a 90 m² con un solo ricambio: numeri che collocano la macchina nella fascia media, adatta a una camera o a un soggiorno di dimensioni normali, non a spazi molto ampi se si vuole un ricambio frequente. La filtrazione è un tre-in-uno con HEPA True, dichiarato capace di trattenere il 99,97% delle particelle fino a 0,3 micron secondo lo standard IEST, un prefiltro sostituibile per polvere e peli e 130 grammi di carbone attivo, quattro volte la quantità della generazione precedente. Cambia l’architettura del flusso: il corpo è rialzato per aspirare più vicino al pavimento e la presa d’aria a spirale indirizza il flusso nella stessa direzione della ventola, con l’obiettivo di ridurre le turbolenze. Sulla carta, meno rumore a parità di portata; DREO indica 18 dB in modalità notte. L’anello luminoso RGBIC che segnala la qualità dell’aria viene presentato come “potenziato dall’intelligenza artificiale”, ma resta quello che è: un indicatore visivo, gradevole, non una funzione decisiva. Accanto al 530S arrivano i modelli 539S, 539AS, 338S e Macro Max AS per tagli di ambiente diversi.
La parte più interessante, e anche la più difficile da valutare senza una prova sul campo, è DREO Air Intelligence. Il sistema combina i modelli PMV/PPD del comfort termico, uno standard riconosciuto in ambito ingegneristico, con i dati dei sensori per stimare come una stanza viene percepita davvero, tenendo conto di umidità, flusso d’aria, livello di attività e abbigliamento. Da qui nascono tre funzioni: un Home Wellness Score da 0 a 100, un contatore dei risparmi energetici ottenuti dall’ottimizzazione automatica e un Home Air Pilot che coordina i dispositivi compatibili. L’apertura a Matter è la scelta giusta, ma la qualità dell’insieme dipenderà dalla precisione dei sensori e da quanto il punteggio sintetico dirà qualcosa di utile invece di limitarsi a rassicurare.
Sul riscaldamento, la tecnologia AutoShift alza e abbassa un deflettore per passare dal calore mirato alla diffusione a 360 gradi senza intervento manuale. Il Whole-Room Heater 720S monta un sistema PTC da 2000W su tre livelli, copre 15-25 m², dichiara 25 dB e una modalità ECO che taglia i consumi fino al 40%. Il Convection Heater 711S punta invece sul funzionamento senza ventola, con installazione a parete o freestanding e certificazione IP24.
Infine, un dettaglio commerciale: DREO dichiara per il primo semestre 2026 vendite europee in crescita del 142% e fatturato del 156%, con 71 canali in 16 Paesi e una posizione dominante su Amazon UK nei ventilatori a torre, dove indica una quota del 22%. In Italia il marchio è distribuito da Euronics, MediaWorld e Unieuro. Nel comunicato non compaiono prezzi né date di disponibilità: il metro di giudizio, come sempre in questa categoria, arriverà quando i prodotti saranno sugli scaffali.