Netgear Orbi 970, il Wi-Fi che arriva fino in giardino (ma costa tanto)

Per qualche settimana la rete di casa mia è passata attraverso tre torri bianche: un router e due satelliti della serie Orbi 970, il sistema mesh di fascia più alta che Netgear abbia in catalogo. È la configurazione da tre unità, la RBE973S. Ci ho fatto passare tutto quello che una famiglia di quattro persone collega a una rete nel 2026: computer, telefoni, televisori, console, telecamere, prese smart, la wallbox in garage. Il risultato, in sintesi, è che il Wi-Fi ha smesso di essere un problema. Il resto della storia riguarda il prezzo.

Partiamo da cosa c’è dentro. L’Orbi 970 usa lo standard Wi-Fi 7 e lavora su quattro bande: una a 2,4 GHz, due a 5 GHz e una a 6 GHz. Una delle due bande a 5 GHz è riservata al dialogo tra router e satelliti, quello che in gergo si chiama backhaul, e non viene condivisa con i dispositivi. Questa è la ragione principale per cui un sistema mesh di questo tipo non perde velocità man mano che ci si allontana dal router. Netgear dichiara una capacità complessiva fino a 27 Gbps, una copertura fino a 660 metri quadrati per il kit da tre e la gestione di 200 dispositivi contemporanei. Sono numeri da laboratorio, che in una casa reale nessuno vedrà mai per intero, ma danno l’idea del margine.

Le unità sono grandi. Ogni torre supera i 29 centimetri di altezza e pesa quasi due chili, e anche se il design è curato non passano inosservate su una mensola. Va messo in conto prima dell’acquisto, perché il posizionamento dei satelliti conta e il punto ideale per il segnale non sempre coincide con quello ideale per l’arredamento.

La configurazione si fa dall’app Orbi ed è guidata dall’inizio alla fine. Si collega il router al modem o alla fibra, si accendono i satelliti, l’app li riconosce e propone dove spostarli se il segnale tra le unità è debole. Nel mio caso ha richiesto pochi minuti e nessun intervento manuale. Chi è abituato a smanettare con le impostazioni avanzate troverà l’app essenziale, forse troppo. Diverse testate internazionali hanno criticato proprio la povertà del software di gestione rispetto al livello dell’hardware, e su questo sono d’accordo: per un prodotto di questo prezzo ci si aspetterebbe di più.

Sul fronte delle porte, invece, l’Orbi 970 è generoso. Il router ha un ingresso internet da 10 Gigabit, una porta LAN da 10 Gigabit e quattro da 2,5 Gigabit. Ogni satellite aggiunge una porta da 10 Gigabit e due da 2,5. Significa poter collegare via cavo un NAS, una console o un computer fisso anche lontano dal router, sfruttando la rete wireless tra le unità. Manca qualsiasi porta USB, una scelta che limita chi voleva condividere un disco o una stampante direttamente dal router.

Veniamo all’uso. Prima dell’Orbi casa mia aveva le solite zone d’ombra: le stanze più lontane dal router, il garage, il giardino, dove il telefono passava al 4G appena si usciva dalla porta. Con i tre punti distribuiti tra i piani, il segnale è arrivato ovunque. Anche all’esterno, nel giardino, la connessione è rimasta stabile, abbastanza da fare videochiamate e guardare contenuti in streaming senza interruzioni. Il passaggio da un’unità all’altra mentre ci si sposta per casa è avvenuto senza che me ne accorgessi, che poi è l’unica cosa che conta in un sistema mesh. In settimane di utilizzo non ho dovuto riavviare nulla.

C’è però una precisazione da fare. Gran parte di questo risultato dipende dall’architettura mesh a tre unità con backhaul dedicato, più che dal Wi-Fi 7 in sé. I dispositivi compatibili con il nuovo standard sono ancora una minoranza nelle case, e una connessione domestica in fibra difficilmente supera il Gigabit. L’Orbi 970 resta compatibile con tutti i dispositivi Wi-Fi 6 e precedenti, e con quelli funziona benissimo, ma buona parte della sua capacità oggi resta inutilizzata. Comprarlo vuol dire pagare in anticipo per un futuro che arriverà nei prossimi anni.

Il prezzo è il vero nodo. Al lancio in Europa il kit da tre unità costava 2.399,99 euro, quello da due 1.699,99 euro, e ogni satellite aggiuntivo 899,99 euro. Nel corso del tempo i prezzi online sono scesi, ma restiamo su cifre che pochissime famiglie spenderebbero per il Wi-Fi. A questo si aggiunge Netgear Armor, il servizio di sicurezza basato su Bitdefender: è incluso per un anno, poi diventa a pagamento, e l’app insiste parecchio per farlo attivare. Il controllo parentale di base è gratuito, le funzioni più avanzate richiedono un abbonamento. Sistemi mesh Wi-Fi 6 o Wi-Fi 7 meno ambiziosi, di Netgear stessa o della concorrenza, offrono una copertura simile in una casa normale a una frazione della cifra.

Il giudizio, quindi, si divide in due. Come prodotto, l’Orbi 970 fa esattamente quello che promette: porta un segnale veloce e stabile in ogni angolo, giardino compreso, senza richiedere competenze tecniche. Come acquisto, ha senso per pochi: chi ha una casa molto grande o su più piani, chi lavora da casa con grandi volumi di dati, chi ha una connessione multi-gigabit e una rete cablata da valorizzare, chi vuole un sistema che non dovrà cambiare per molti anni. Per un appartamento o una villetta di dimensioni normali, con una fibra da un Gigabit, è una spesa sproporzionata rispetto al beneficio reale. E forse va bene quello senza satelliti aggiuntivi.