Boox Note Air6 C, un mese con il tablet E Ink a colori di Boox

Il Note Air6 C è l’ultimo arrivato nella linea da 10,3 pollici di Boox, il marchio dell’azienda cinese Onyx che da anni costruisce tablet con schermo a inchiostro elettronico e sistema Android. L’ho usato per un mese come strumento di lavoro quotidiano: lettura di PDF e libri, appunti a mano durante riunioni e interviste, qualche bozza riletta e annotata. Il giudizio complessivo è molto positivo, con alcune riserve che vale la pena conoscere prima di spendere 579,99 euro.

Il primo contatto è con il corpo. Lo spessore è di 5,8 millimetri e il peso, secondo il produttore, si aggira sui 440 grammi. Tenuto con una mano durante una lettura lunga si sente, ma meno di quanto ci si aspetterebbe da uno schermo di queste dimensioni. Le finiture sono curate, la cornice laterale più larga offre una presa comoda e la penna si aggancia magneticamente al bordo. La cover magnetica, che sullo store ufficiale Boox è inclusa nel prezzo mentre su Amazon va comprata a parte, accende e spegne il dispositivo quando la si apre e la si chiude e diventa un leggio pieghevole. Dopo qualche giorno è difficile farne a meno.

Lo schermo è un E Ink Kaleido 3 a 4.096 colori. In bianco e nero la risoluzione è di 2480 per 1860 pixel, pari a 300 ppi, e il testo è nitido come su un buon e-reader. Il colore lavora invece a metà risoluzione, 150 ppi, ed è filtrato da uno strato che rende l’immagine nel complesso un po’ più scura rispetto a un pannello solo monocromatico. I colori sono tenui, simili a quelli di un quotidiano stampato. Per evidenziare un testo, distinguere i grafici in un report o sfogliare un fumetto funzionano bene. Per guardare fotografie no, e non è questo lo scopo del prodotto. La luce frontale regolabile in temperatura compensa la minore luminosità e di sera permette di leggere a lungo senza affaticare la vista.

La differenza più evidente rispetto ai modelli precedenti sta nella velocità. Boox dichiara un processore octa-core a 4 nanometri e un incremento delle prestazioni del 40 per cento rispetto al Note Air5 C, con 6 GB di RAM. Non ho strumenti per verificare il numero, ma nell’uso la reattività è buona per un dispositivo E Ink. Le pagine si girano senza esitazioni, i PDF pesanti si aprono in tempi accettabili e la tecnologia di aggiornamento dello schermo che Boox chiama Super Refresh rende lo scorrimento di una pagina web molto meno faticoso. Resta il limite fisico dell’inchiostro elettronico: scie e piccoli ritardi ci sono, soprattutto nelle app di terze parti pensate per schermi LCD.

La scrittura è il motivo principale per comprare un Note Air. La penna Pen3 inclusa nella confezione è sensibile a 4.096 livelli di pressione e all’inclinazione, e la latenza è bassa abbastanza da rendere naturale prendere appunti veloci. L’app Notes di Boox è molto completa, con diversi tipi di tratto, livelli, modelli di pagina, riconoscimento della scrittura e la possibilità di affiancare due note sullo schermo diviso. Chi arriva da un reMarkable la troverà più ricca e meno essenziale, e servirà qualche giorno per orientarsi tra menu e impostazioni. Il pennino di plastica restituisce un buon attrito sul vetro, anche se la sensazione resta quella di un tablet e non di un foglio.

Android 16 con il Play Store è il vero vantaggio competitivo di Boox. Si possono installare Kindle, Kobo, l’app del proprio quotidiano, un gestore di note come OneNote o un client di posta. È una libertà che i concorrenti più chiusi non offrono e che, nell’uso quotidiano, fa la differenza. Il rovescio della medaglia è la complessità: Android su un E Ink richiede di regolare la modalità di aggiornamento app per app, e qualche applicazione resta poco usabile. A questo si aggiungono le funzioni di trascrizione vocale e riassunto basate sull’intelligenza artificiale, utili ma da considerare ancora sperimentali.

Sulla batteria Boox non pubblica una stima di autonomia. La capacità è di 3.700 mAh, la stessa dei due modelli precedenti, e il produttore si limita ad avvertire che l’uso intenso della luce frontale la riduce. Nel mio utilizzo misto ho ricaricato con regolarità ma senza ansia. Chi è abituato alle settimane di un e-reader dedicato dovrà però mettere in conto ricariche più frequenti, soprattutto con Wi-Fi attivo e app sempre aperte. Completano la scheda il Wi-Fi 6, il Bluetooth 6.0, lo slot microSD per espandere i 64 GB di memoria e gli altoparlanti con microfono.

Il prezzo resta il nodo principale. A 579,99 euro il Note Air6 C costa più di un tablet tradizionale di fascia media e si avvicina ai concorrenti diretti nel segmento dei taccuini digitali. Rispetto al Note Air5 C, che condivide schermo, memoria e batteria, il salto riguarda soprattutto processore, sistema operativo e Bluetooth. Chi possiede già il modello precedente non ha motivi forti per cambiare.

Dopo un mese il Note Air6 C si è guadagnato un posto stabile nella mia borsa. È uno dei dispositivi E Ink più completi oggi in commercio, veloce per la categoria, costruito bene e aperto alle app che si usano davvero. Ha senso per chi legge e annota molti documenti, per studenti e ricercatori, per chi vuole sostituire i taccuini di carta senza rinunciare a un ecosistema Android. Ha meno senso per chi cerca solo un lettore di libri, per cui bastano dispositivi più economici, e per chi vuole un colore vivace o una semplicità d’uso immediata.