In camper per la prima volta

Oggi voglio raccontarvi il nostro primo viaggio in camper, del quale ho scritto anche sui miei canali social. Sì, non avevamo mai viaggiato in camper. Ci avevamo pensato in passato, ma era rimasta un’ipotesi più un’idea. Invece stavolta è nata quasi per esclusione, in una di quelle sere di primavera in cui si pianificano le vacanze con un occhio alle notizie. Le tensioni sullo Stretto di Hormuz, i timori sulle forniture di carburante per gli aerei, le tariffe dei voli che oscillavano di giorno in giorno. Abbiamo guardato la cartina e abbiamo deciso di restare in Italia, così da evitare aeroporti e coincidenze. E allora una casa su quattro ruote e una settimana in Trentino Alto Adige ci è sembrata la scelta più giusta.

Il primo passaggio è stato il noleggio. Da neofiti assoluti avevamo bisogno di capire cosa stavamo prenotando, e qui la piattaforma che abbiamo scelto, CamperDays, devo dire che ha fatto veramente la differenza. E’ una piattaforma che mette a disposizione 40.000 caravan a noleggio prenotabili direttamente in 1000 stazioni in 36 Paesi del mondo. I prezzi ci sono sembrati assolutamente competitivi e aggiornati quotidianamente e una trasparente comparabilità delle informazioni relative alle condizioni di noleggio e ai camper.

Il sito mette a confronto i veicoli in modo chiaro: dimensioni, posti letto, dotazioni, chilometraggio, condizioni di noleggio, tutto leggibile prima di pagare. Per chi non ha mai guidato un mezzo di sette metri, sapere in anticipo cosa aspettarsi non è un dettaglio. Abbiamo prenotato un camper per quattro persone, il ritiro (a pochi chilometri da casa) è stato rapido, il camper era in condizioni impeccabili e il personale ci ha spiegato con pazienza il funzionamento di serbatoi, gas e scarichi. Mezz’ora di consegna che per due principianti vale oro.

La prima tappa è stata il Lago di Levico. Un’acqua verde e calma, incastonata tra i boschi della Valsugana, con aree attrezzate a pochi passi dalla riva. È stato il posto giusto per prendere confidenza con il mezzo. I primi giorni in camper sono anche questo: capire quanto dura l’acqua nel serbatoio, imparare a livellare il veicolo con i cunei, scoprire che il frigorifero a gas ha i suoi tempi. Piccole cose che diventano routine in fretta.

Poi siamo saliti verso nord, in Val Pusteria. E forse il viaggio è diventato quello che ci aspettavamo da un’esperienza in camper. La libertà di fermarsi quando un panorama lo chiede, di cambiare programma la sera per la mattina dopo, di fare colazione con le Dolomiti nel parabrezza. Abbiamo dormito vicino a San Candido, pedalato lungo la ciclabile della Drava, ceduto senza resistenza a canederli e speck.

Abbiamo fatto tappa al Lago di Braies. Abbiamo prenotato il parcheggio (sempre meglio prenotare prima…), e abbiamo passato lì forse la giornata più significativa. La conca verde smeraldo sotto la Croda del Becco ripaga la sveglia. Anche qui il camper ha semplificato tutto: parcheggio prenotato, colazione a bordo, nessun orario da rispettare se non il nostro.
Qualche avvertenza per chi parte per la prima volta va data. Guidare un camper richiede attenzione, soprattutto sui passi e nei centri storici. I consumi non sono quelli di un’utilitaria. E in alta stagione le piazzole nei campeggi più ambiti vanno prenotate con anticipo. Nulla di complicato, ma è bene saperlo.

Sul servizio di noleggio, invece, il bilancio è senza riserve. Prezzi chiari, nessuna sorpresa alla riconsegna, assistenza raggiungibile. Per questo il consiglio è quello di affidarsi a società di noleggio note come CamperDays.

Siamo tornati a casa con la sensazione di aver scoperto un modo di viaggiare, non solo una destinazione. Era nato come un piano B dettato dalle incertezze geopolitiche. Si è trasformato nella vacanza più riposante degli ultimi anni. E la prossima volta non sarà una scelta di ripiego.