
Dopo aver provato per mesi l’Oura Ring 4, sono passato al modello 5. E ne sono rimasto piuttosto sorpreso. La differenza più evidente è fisica. Il nuovo anello ha il 40% di volume in meno rispetto al modello precedente, con una larghezza di 6,09 millimetri e uno spessore di 2,28. Al dito si comporta come una fede sottile. Di notte non lo sento, sotto la doccia non lo sposto, mentre digito non batte sulla tastiera. Con il Ring 4 tutte queste cose mi capitavano, a volte.
Detto questo, la riduzione delle dimensioni non ha intaccato l’autonomia. Oura dichiara sei-nove giorni per carica, contro i cinque-otto della generazione precedente. Nel mio uso, con rilevazione del sonno ogni notte e attività quotidiane, sono arrivato al settimo giorno con margine. Per far entrare tutto in uno spazio più piccolo l’azienda ha rifatto l’architettura ottica: domi dei sensori a basso profilo per un contatto migliore con la pelle e dodici percorsi di segnale, pensati per letture più coerenti su dita e tonalità di pelle diverse. L’effetto pratico l’ho visto nella continuità del dato cardiaco notturno, dove le vecchie generazioni lasciavano buchi. Anche altri tester segnalano una frequenza cardiaca più costante rispetto al passato.
Il riconoscimento automatico delle attività mi ha convinto più di quanto mi aspettassi. Dopo un’uscita in kayak l’anello ha registrato la sessione come canottaggio senza che io toccassi l’app. Dopo un’ora e mezza di tennis sul veloce ha fatto lo stesso, con durata e intensità corrette. Oura dichiara oltre quaranta attività riconosciute e un’accuratezza dell’89%; quando sbaglia, la voce si corregge a mano. Il rilevamento scatta dopo dieci minuti e l’attività compare come scheda in cima alla schermata principale: più se ne confermano, più il sistema affina le stime. Nell’uso quotidiano questo conta parecchio, perché elimina il passaggio manuale che quasi nessuno fa con costanza. Gli errori restano possibili in entrambe le direzioni. Ad alcuni utenti vengono attribuiti lavori domestici mai svolti, ma siamo ampiamente nel limite del tollerabile.
Sullo sport intenso il limite rimane. Nelle sessioni ad alta intensità la frequenza cardiaca risulta spesso più bassa di quella misurata da orologi dedicati. Oura ha aggiunto la possibilità di collegare una fascia cardio o uno smartwatch come sorgente live, con distanza e passo ricavati dalla posizione del telefono. Serve quindi avere il telefono addosso. Chi cerca uno strumento da allenamento guarderà altrove. Chi cerca monitoraggio passivo di sonno, recupero, stress e temperatura ha oggi il prodotto più maturo della categoria.
I prezzi salgono. Si parte da 399 dollari per Silver e Black e si arriva a 499 per Gold, Stealth, Brushed Silver e Deep Rose, con abbonamento a 5,99 dollari al mese o 69,99 all’anno. In Italia il listino parte da 429 euro e arriva a 529 a seconda della finitura. Senza abbonamento l’anello raccoglie dati e restituisce poco.
Ma senza alcun dubbio, siamo davanti al miglior anello intelligente sul mercato, con un margine chiaro sui concorrenti. La spesa complessiva, tra listino e abbonamento, è chiaramente una variabile soggettiva.