
Il robot lavavetri è una categoria che ho sempre guardato con un certo sospetto. Pulire un pavimento è un problema orizzontale, con la gravità dalla propria parte. Un vetro invece è una parete liscia, spesso esterna, a volte al secondo piano. Ho usato per un mese l’Ecovacs Winbot W3 Omni, il modello di punta dell’azienda cinese in questa categoria, su finestre, porte-finestre. Il risultato è migliore di quanto mi aspettassi, con alcuni limiti che conviene conoscere prima di spendere una cifra importante. Il prezzo di listino è 699 euro, anche se su Amazon è sceso a 549 euro nelle ultime settimane.
La novità che distingue il W3 Omni dai modelli precedenti è la stazione. Fino a ieri un robot lavavetri era un oggetto piccolo, da tenere in un cassetto. Qui la confezione somiglia a quella di un robot aspirapolvere, e la stazione ha dimensioni e peso che si fanno sentire quando la si porta da una stanza all’altra. Dentro ci sono un serbatoio per l’acqua pulita, uno per quella sporca e soprattutto un vano per lavare il panno. Ecovacs lo chiama Vortex Wash: secondo il produttore sedici ugelli ad alta pressione rilasciano getti d’acqua a 20 kPa, mentre quattro dischi ruotano a 200 giri al minuto, e un raschietto elimina l’acqua sporca lasciando il panno umido quanto serve. Il panno va comunque staccato a mano e inserito nel vano, quindi l’automazione è parziale. Però evita la parte più sgradevole del lavoro, cioè sciacquare a mano un panno nero di smog. Dopo un mese è la funzione che ho usato di più e quella di cui sentirei la mancanza.
Il robot si attacca al vetro per aspirazione, funziona collegato alla corrente tramite un cavo lungo oppure a batteria, ed è assicurato da un cavo di sicurezza da fissare all’interno. Sui vetri esterni questo cavo è indispensabile, e ammetto che le prime volte ho seguito il robot con lo sguardo per tutto il ciclo. Non è mai caduto. Il produttore parla di 12 fasi di sicurezza che comprendono otto protezioni anticaduta, dato che non ho modo di verificare ma che nell’uso non ha dato motivi di preoccupazione.
La pulizia è buona sulle superfici grandi e regolari. Il sistema di nebulizzazione è passato da due a tre ugelli e, sempre secondo Ecovacs, la copertura dello spruzzo sale dal 50% al 90%, con una pressione dell’acqua raddoppiata. In pratica il vetro viene bagnato in modo uniforme e il robot lascia pochi aloni.

Sui bordi entra in gioco una spazzola chiamata TruEdge che, secondo il produttore, si abbassa quando il robot si avvicina ai bordi e poi si ritrae automaticamente. Funziona meglio che sui modelli precedenti, ma gli angoli restano il punto debole. Una fascia sottile lungo il telaio va ripassata a mano, soprattutto negli spigoli.
L’app Ecovacs Home permette di scegliere tra pulizia rapida, profonda, perimetrale, a zone e su un’area specifica, e c’è un comando manuale per guidare il robot sul vetro. Tutto funziona, anche se per l’uso quotidiano ho finito per avviare il robot dal pulsante, senza aprire l’app. Il rumore è contenuto per un apparecchio che deve tenersi incollato a una parete verticale.
Il Winbot W3 Omni ha senso per chi ha vetrate ampie, porte-finestre, vetri difficili da raggiungere, e per chi pulisce i vetri spesso. In questi casi la stazione con il lavaggio del panno cambia davvero l’esperienza d’uso rispetto ai robot lavavetri tradizionali. Ha meno senso per chi vive in un appartamento con finestre piccole e suddivise, o per chi pulisce i vetri un paio di volte l’anno.