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Ho provato Under Armour HOVR Infinite, come funzionano le scarpe connesse

Il mondo del running sta attraversando un periodo di grandi innovazioni tecnologiche. I dispositivi in grado di misurare le performance di chi corre si moltiplicano, e diventano sempre più precisi. E fra smartwatch e smartphone, si inseriscono anche le scarpe. Sì, proprio così: le scarpe connesse.

L’idea è venuta a quelli di Under Armour, che recentemente hanno lanciato le HOVR Infinite. Scarpe connesse via Bluetooth a Map My Run, una app in grado di fornire ogni dettaglio sulla corsa. Con ammortizzazione neutra, il modello è chiamato così perché è stato progettato per gli allenamenti sulla distanza e per fornire ai runner una costante sensazione di supporto al piede per un infinito numero di km.

Come sono fatte

Partiamo dall’inizio: come sono fatte. Un buon compromesso fra tecnologia e prestazioni. Queste Under Armour HOVR Infinite risultano un po’ dure, almeno nelle prime uscite. E se siete abituati alle scarpe da running più leggere, noterete qualche differenza sulla lunga distanza. Ma l’ingegnerizzazione ci è sembrata soddisfacente. Queste scarpe sono dotate di un sistema definito “gabbia e anima” che fornisce un buon livello di ammortizzazione.
Nelle HOVR Infinite, la tecnologia di ammortizzazione HOVR si estende dal tallone all’avampiede, esposto nella parte superiore dell’intersuola, per avvolgere completamente il piede, fornendo una piacevole sensazione km dopo km. La schiuma HOVR è circondata non solo dalla rete ‘energy web’, ma anche da un bordo che aiuta a contenere e a mantenere la fluidità nella corsa. La rete esterna funge da contenitore per mantenere il piede del runner in un corretto assetto durante la corsa; alcuni punti di flessione creano un ulteriore elemento di ammortizzazione.

Per quanto riguarda la parte superiore, la tomaia è composta da due parti: l’avampiede è una maglia leggera e traspirante, la parte posteriore è avvolgente e più strutturata. Il mesh morbido nell’avampiede è creato per garantire la traspirabilità, mantenendo una struttura leggera. La parte posteriore è composta da un saldo contrafforte tallonare modulato in 3D per stabilità e fluidità nella corsa.

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Scarpe connesse

Ma il punto forte, quello che maggiormente ci interessa, è la connessione. Il modello HOVR Infinite contiene un sensore, che è incorporato nell’intersuola della scarpa destra e si collega tramite Bluetooth Low Energy (BLE) all’app MapMyRun. Le scarpe collegate possono tracciare, analizzare e memorizzare tutti i dati della corsa per informare come migliorare la performance. È presente anche la funzionalità di Gait Coaching, che può comunicare al runner i dettagli del passo (Km/m) e fornire una complessiva dello storico di ogni corsa per pianificare al meglio quelle future.

L’app è carina (ma in giro c’è di meglio), e si integra anche con lo smartwatch. La connessione con le scarpe è automatica, in pochi secondi, dopo l’apertura dell’applicazione. Il lato più interessante consiste nel fatto che grazie ai sensori presenti nelle scarpe, si possono ottenere dettagli sulla corsa che altre app (e altri device) non sono in grado di trasmettere.

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Il nostro giudizio, dopo tre corse in compagnia di queste scarpe e una ventina di km all’attivo, è positivo. Gli amanti dei dati potranno focalizzarsi molto sul loro modo di correre, e magari migliorarlo. Se siete runner appassionati, col vizio di un paio di corsette a settimana, il prodotto nel complesso è soddisfacente. Meno adatto a chi ha esigenze da maratoneta.

Costano 140 euro.