
Da qualche anno i grandi marchi dell’abbigliamento sportivo trattano i tornei dello Slam come stagioni della moda, con collezioni dedicate. Asics ha scelto la notte di New York. A fine agosto, prima dello US Open, ha presentato la seconda edizione della Night Energy Collection, una linea di scarpe e abbigliamento pensata per le sessioni serali di Flushing Meadows, quelle che iniziano quando a Manhattan si accendono le luci e finiscono spesso dopo mezzanotte. La prima edizione, lo scorso anno, giocava sul nero con dettagli blu. Quest’anno la palette si sposta sul viola, con due tonalità che l’azienda chiama Faded Plum e Seastorm. L’hanno indossata in campo, tra gli altri, Lorenzo Musetti, Jasmine Paolini e Belinda Bencic.
La parte tessile comprende magliette jacquard, pantaloncini, gonne, felpe e accessori, con prezzi dichiarati tra i 12 euro di un polsino e gli 85 della gonna da donna. I tessuti usano le tecnologie Actimotion e Actibreeze, che secondo Asics migliorano rispettivamente libertà di movimento e traspirazione. Ho usato anche il completo e la felpa della collezione, e si tratta di prodotti di ottima qualità e vestibilità. Il cuore della linea però sono le scarpe, due modelli in tutto: la Gel-Resolution X, pensata per la stabilità di chi gioca da fondo, e la Solution Speed FF 4, quella per chi fa della velocità il proprio gioco. Entrambe costano 160 euro nella versione Night Energy. Ho giocato con la seconda nelle ultime 4 partite.

La Solution Speed è una delle scarpe da tennis più diffuse tra gli amatori evoluti, e la quarta generazione, uscita a gennaio in tempo per gli Australian Open, cambia carattere rispetto alla precedente. La FF 3 era bassa, rigida, molto aderente al piede, con una sensazione di contatto diretto con il campo. La FF 4 aggiunge schiuma. L’intersuola FlyteFoam è più alta e più morbida: RunRepeat, che seziona le scarpe in laboratorio, ha misurato un’intersuola del 18% più morbida rispetto al modello precedente e un assorbimento degli urti superiore del 9%. Il tallone sale a circa 31 mm, l’avampiede resta vicino ai 20, con un drop di 11 mm.
In campo la differenza si sente subito. La scarpa è più confortevole nelle sessioni lunghe e trasmette meno i colpi del cemento a talloni e ginocchia, ed era questo l’obiettivo dichiarato da Asics. Il rovescio della medaglia è una percezione del terreno meno immediata. Chi amava la FF 3 proprio perché teneva il piede incollato a terra potrebbe trovare la nuova versione un po’ meno reattiva nei piccoli passi di aggiustamento.
Il peso è cresciuto di circa 30 grammi. RunRepeat ha misurato 337 grammi nella taglia di riferimento, un valore che resta più basso della media della categoria e molto sotto la Court FF 3 e la Gel-Resolution X della stessa Asics, che superano i 400 grammi. In campo.
La stabilità laterale è affidata allo Speedtruss, una struttura rigida sotto l’arco plantare che Asics ha irrigidito in questa versione. Nei cambi di direzione il piede resta fermo, il tallone è ben contenuto e la linguetta, ora semi-cucita ai lati, non scivola. Non ha il sostegno di una scarpa da fondo campo come la Resolution, e non lo promette. Per il gioco di spostamenti rapidi e ripartenze fa quello che serve.
La suola è il punto più convincente. La mescola AsicsGrip sull’avampiede ha una tenuta molto alta sul cemento, tra le migliori misurate in laboratorio, e nelle frenate brusche la scarpa si ferma dove deve. Anche la resistenza all’usura appare buona. La suola è sottile, ma la mescola si consuma poco e la zona della punta, dove chi trascina il piede nel servizio consuma di più, è protetta da un rinforzo in poliuretano. Lo stesso materiale rinforza gli occhielli più alti, dove i lacci tendono a rompersi.
Una cosa merita attenzione. Il primo è la calzata. La scarpa è larga all’altezza dell’avampiede, più della FF 3, ma la punta è bassa e può stringere sulle dita. Prima di ordinarle, provatele. Potrebbero richiedere mezza taglia in più. Il secondo è la traspirazione, che è peggiorata.
La versione Night Energy non cambia nulla sul piano tecnico rispetto alla FF 4 standard. Cambia il colore, e costa 160 euro contro i circa 140-150 a cui si trova il modello base nei negozi specializzati. Si paga quindi l’estetica, che dal vivo – soprattutto se abbinata al completino – fa la sua figura.
La Solution Speed FF 4 ha senso per chi gioca soprattutto sul cemento (cè anche la versione per al terra), si muove molto e vuole una scarpa leggera che non lo lasci con le gambe distrutte dopo due ore. Rispetto alla FF 3 è una scarpa più adatta agli amatori e meno ai puristi della reattività. Chi ha l’avampiede alto o suda molto farà bene a provarla prima di comprarla. Chi cerca il massimo sostegno da fondo campo troverà nella Gel-Resolution X, della stessa collezione, una risposta più adeguata.