Boox Go 6 (Gen II), la prova: il lettore tascabile che prova a fare anche il taccuino

Il Go 6 di seconda generazione è l’e-reader più piccolo della gamma monocromatica di Boox. Ha uno schermo e-paper da 6 pollici a 300 ppi, pesa 160 grammi dichiarati e sta in una tasca della giacca. Sui siti di commerce costa attorno ai 200 euro. La penna InkSense Plus, la novità principale di questa versione, si compra a parte (costa 50 euro).

Il design è la parte più riuscita. Il retro ha scanalature in rilievo che Boox dice ispirate alle valigie da viaggio, e le dita ci si appoggiano con naturalezza. Lo schermo è coperto da un vetro piatto antiriflesso, il testo è nitido anche al sole e la luce frontale regola intensità e temperatura, dal bianco freddo a un tono caldo per la sera.

Rispetto alla prima generazione il resto cambia poco. La RAM passa da 2 a 3 GB, la memoria resta di 32 GB con slot microSD, la batteria è sempre da 1.500 mAh e il processore è lo stesso otto core di fascia bassa. Il sistema è Android 11, con Play Store. Si possono installare Kindle, Kobo o qualunque altra app di lettura, e per chi vuole uscire dall’ecosistema Amazon è l’argomento più forte. Le app pensate per lo smartphone però su e-paper restano lente e lasciano scie. L’esperienza migliore la offre il lettore di Boox, che apre EPUB, PDF, MOBI, AZW3 e molti altri formati.

Mancano due cose che su un lettore così piccolo si notano. La prima sono i tasti fisici per girare pagina: si sfoglia solo toccando lo schermo, e con una mano non è sempre comodo. La seconda è la rotazione automatica, presente sul Go 7.

La scrittura con la penna funziona, con una latenza bassa. Sei pollici però sono lo spazio di un bloc notes da tasca: una lista, un appunto veloce, una sottolineatura a margine di un libro. Prendere appunti in una riunione è un’altra storia. E la penna non ha dove stare, perché non si aggancia al dispositivo e non trova posto nemmeno nella custodia ufficiale.

In definitiva, questo tablet – ereader, ha senso per chi legge soprattutto fuori casa, vuole un oggetto piccolo e leggero e preferisce la libertà di Android a un negozio unico. Ha poco senso per chi possiede già il primo Go 6, perché le differenze non giustificano il cambio.